La Casta. Che fare, ammazzarli?
L’unica soddisfazione provata dopo aver letto il libro di Stella La Casta è stata sapere che è in testa da settimane a tutte le classifiche di vendita. Che gli Italiani (tra cui il sottoscritto) comincino finalmente a capire in quali mani siamo?
La sensazione (negativa) più forte è stata quella dell’impotenza. L’avidità dei nostri politici è pervasiva, va dalla presidenza della repubblica al paesino più piccolo, è diventata un sistema di governo, bipartizan. E in più, negli ultimi anni sta aumentando. Vertiginosamente.
Ma il senso di impotenza raggiunge il culmine quando ci si rende conto di un fatto banale: questo “sistema” si basa non solo sulla salvaguardia dei privilegi della “casta” politica, ma anche sul clientelismo. E chi sono i clienti? Al nord alcune, poche, aziende, al sud chi si piglia posti di lavoro pubblici. Spesso fittizi o totalmente inutili (che poi è la stessa cosa).
Perché la Sicilia spende 1/3 di quanto spendono tutte le altre regioni italiane? Perché a Napoli su circa 2000 vigili urbani, solo 500 stanno per strada? E perché i sindacati proteggono anche i lavoratori pubblici che non fanno niente, anzi, se colti in fallo a rubare premono per reinserirli? Perché uno che ho conosciuto al mare, impiegato pubblico di un comune campano, riesce a farsi 3 mesi (3!!!) di vacanze estive in Grecia ogni anno?
Come si fa a sradicare un sistema di cui beneficia sì una casta, ancorché parecchio ampia, ma anche una fetta non irrosoria della popolazione?
Che si deve fare? Ammazzarne qualcuno per educarne molti?

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